STESSO POSTO, STESSO MARE MA CON L’ ANGURIA E IL COCOMERO ðŸ‰ðŸ–️

L’ estate è forse considerata da molti la stagione migliore, e come dargli torto! Anche io sono un estimatore dell’estate. E’ la stagione che probabilmente attendo di più tutto l’anno. È questo il periodo nel quale concentriamo la maggior parte dei nostri viaggi e ci godiamo un po’ di meritate vacanze da dedicare al relax o al divertimento.

Le giornate si allungano, il sole è sempre nitido e caldo nel cielo e questo fattore influenza non poco i nostri umori! Si rinasce dal tepore delle stagioni più fredde, infatti come recita un celebre aforisma di Francis Scott Fitzgerald: “E così con il sole e le grandi esplosioni delle foglie che crescevano sugli alberi, avevo quella convinzione familiare che la vita ricominciava con l’estate”.

Insomma tutto ricomincia a prendere un moto diverso, sapori e colori sono unici di questa stagione e saranno probabilmente ancorate sempre nella nostra mente come ricordi felici.

Certo, diventando più grandi percepiamo l’estate in modo diverso, ma a prescindere dall’ età c’è sempre qualcosa che unisce grandi e bambini in questo periodo dell’anno: l’ozio e il mare? No l’anguria e il cocomero!

La vista dell’ anguria o del cocomero preannuncia l’estate! Ma vediamo perché questi frutti sono così amati dalle persone e scopriremo grazie alla chimica che sono ottimi alleati per affrontare al meglio la stagione calda.

Partiamo con lo specificare che il cocomero (Citrullus lanatus) o anguria è una pianta della famiglia Cucurbitaceae, originariamente proveniente dall’ Africa tropicale. Le Cucurbitaceae sono una famiglia di piante erbacee che include al suo interno il cetriolo, la zucca, il melone e la zucchina.

Anche se con il termine cocomero si fa riferimento al Cucumis sativus (cetriolo).

Qui si gioca spesso con le parole, ma si sa che il termine più appropriato, dal punto di vista botanico è cocomero, latino scientifico Cucumis citrullus; e cocomero si dice in tutta l’Italia centrale, mentre nell’Italia meridionale l’espressione comune è melone d’acqua, per distinguerlo dal melone di pane, quello che tutto il resto d’Italia chiama semplicemente melone, e in Toscana è anche chiamato popone.

STORIA E ORIGINE DELL’ ANGURIA

Per quanto riguarda il nome possiamo cercare di dare diverse spiegazioni tutte plausibili, in quanto il cocomero farebbe riferimento al colore del cetriolo, mentre anguria avrebbe una derivazione bizantina (angouri, cioè frutto immaturo). Watermelon e melon d’eau, invece, si riferiscono all’ elevato contenuto di acqua di questo frutto.

Invece sulla provenienza ancora ci sono studi e raccolta di dati, ma in linea generale da quello che conosciamo in base agli attuali ritrovamenti e studi genetici, possiamo dedurre che il frutto era già conosciuto nell’ Antico Egitto circa 5000 anni fa. Documenti e alcune pitture mostrano dei frutti simili a questi. Dell’ anguria si legge anche nella Bibbia.

Nella civiltà greca l’anguria veniva indicata con lo stesso nome del cetriolo. E lo stesso avvenne nel mondo latino.

Utilizzando un approccio integrativo, si è scoperto che una forma sudanese di melone con polpa biancastra non amara, nota come melone Kordofan, è il parente più prossimo dei cocomeri addomesticati e un possibile progenitore. Insomma le origini dei cocomeri andrebbero fatte risalire ad aree del continente africano che spaziano dalle zone occidentali a quelle nordorientali degli antichi Egizi.

Fatto confermato anche da numerosi ritrovamenti e dichiarazioni di esploratori che la pianta del cocomero cresceva in una regione desertica dell’Africa meridionale.

Dal X secolo il cocomero era coltivato in Cina, dove oggi è il primo produttore al mondo.

COMPOSIZIONE CHIMICA E PROPRIETA’ NUTRIZIONALI

L’anguria è un frutto molto voluminoso con una forma che può essere ovale o tondeggiante che può arrivare anche a pesare oltre il 20 Kilogrammi. Tutti sanno che l’anguria è un frutto tipicamente estivo, infatti spesso lo identifichiamo come un frutto fresco e dissetante.

Matura da giugno a settembre ed è il frutto estivo per eccellenza.

Su 100 grammi di prodotto edibile, possiede circa il 95.3 % di acqua, 0.4 % di proteine e 3.7 grammi di zuccheri semplici. Capite benissimo che per il suo alto tenore in acqua, lo rende un frutto molto dissetante ed ottimo per l’estate. Non solo è un frutto altamente dissetante, ma ha un contenuto kilocalorico molto basso, infatti con le sue 16 Kcal per 100 grammi è tra i frutti meno calorici.

E le buone notizie non finisco qui, in quanto l’anguria è ricca di vitamine e sali minerali.

Tra i minerali più noti troviamo sodio, potassio, calcio, fosforo e ferro. Le vitamine più importanti che ritroviamo in questo frutto sono tiamina (vitamina B1), riboflavina (vitamina B2), niacina (vitamina B3), B5, B6 e vitamina C.

Negli ultimi decenni, questo grande interesse verso i composti bioattivi naturali ha portato molti ricercatori a studiare l’anguria come fonte naturale di composti bioattivi, principalmente quando si considerano alcune proprietà biologiche, tra cui attività antiossidanti, antimicrobiche e antinfiammatorie, inibizione o induzione di enzimi e inibizione di attività recettoriali. Tuttavia, la maggior parte della letteratura scientifica su questo argomento si è basata su saggi in vitro , limitando così la comprensione completa dei reali risultati favorevoli alla salute.

Un esempio dei tanti composti benefici presenti in questi frutti è il licopene. Ecco quando osserviamo una bella fetta rossa di anguria, il colore è dato principalmente dal licopene. Il licopene è un carotenoide responsabile del colore rosso di molta frutta e verdura. Particolarmente abbondante nel pomodoro, carote e anche nell’ anguria. È un prezioso alleato contro i radicali liberi, ma aiuta anche a ridurre i trigliceridi e il colesterolo cattivo, favorendo quello buono.

Vari studi hanno dimostrato un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare, un’azione anti-ictus e un possibile ruolo nella prevenzione di diversi tumori.

Oltre il licopene, dobbiamo annoverare la citrullina. La citrullina è implicata nella produzione di ossido nitrico (NO) nell’endotelio umano con potenziali benefici per la salute, tra cui vasodilatazione e funzioni antiossidanti. La citrullina è un aminoacido non essenziale.

Acido 2-ammino-5-(carbamoilammino)pentanoico (Citrullina)

Secondo alcuni studi sembrerebbe che la citrullina abbia un’azione indiretta e una possibile azione di prevenzione contro le malattie cardiovascolari. Anche se attualmente non risultano claim approvati dall’Efsa, è un ottimo candidato come composto benefico per l’uomo.

Non tutti lo sanno, ma è possibile consumare anche i semi dell’anguria, in quanto posseggono un buon livello di fibre. Ma attenzione a non esagerare, dato il livello di fibre potrebbe avere degli effetti lassativi. Inoltre, il grande quantitativo d’acqua contenuto nell’anguria può ostacolare l’azione dei succhi gastrici rendendo il frutto non facilmente digeribile. Quindi la regola d’oro nella chimica alimentare rimane invariata, è la quantità che è fondamentale, insomma la giusta moderazione non guasta mai!

E per quanto riguarda l’aroma e l’odore classico dell’anguria? Anche qui interviene la chimica. Piccola parentesi: l’anguria fa parte della famiglia delle Cucurbitaceae, come il cetriolo. Per questo motivo molte persone riconoscono lo stesso odore tagliando i due diversi alimenti. L’aroma caratteristico di anguria è dato da acidi grassi a media e corta catena insieme a composti quali geraniale, β-ionone e nerale e altre molecole.

Insomma l’aroma dell’anguria è data da una complessa rete di molecole che sono volatili, lipofile ed a basso peso molecolare e così arrivano molto velocemente al nostro olfatto. Le molecole aromatiche vengono prodotte come conseguenza del taglio dell’anguria, che rilascia enzimi dalle cellule del melone, che a loro volta favoriscono l’ossidazione degli acidi grassi in composti aromatici.

Che dire ancora non rimane che goderci la “bella stagione” gustando un’anguria che adesso ha acquistato ancora più valore dopo che abbiamo capito quanti pregi possiede!

Buone vacanze!

Dott. Francesco Domenico Nucera


FONTI:

http://www.plantsoftheworldonline.org/taxon/urn:lsid:ipni.org:names:291938-1

http://ndb.nal.usda.gov/ndb/foods/show/2438?fg=&man=&lfacet=&format=&count=&max=25&offset=&sort=&qlookup=watermelon

https://dizionari.corriere.it/dizionario-si-dice/A/anguria-cocomero.shtml

https://www.pnas.org/content/118/23/e2101486118

https://www.ideals.illinois.edu/bitstream/handle/2142/16898/2_genthner_elizabeth.pdf?sequence=3

http://www.barscienza.it/profumo-destate-lodore-delle-molecole/

https://scienceandfooducla.wordpress.com/2014/08/26/watermelon/

https://it.wikipedia.org/wiki/Ionone

https://www.alimentinutrizione.it/tabelle-nutrizionali/007040

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