COSA STA SUCCEDENDO NEL REGNO UNITO?

E’ da un paio di giorni che il web e le maggiori testate giornalistiche segnalano un aumento molto pericoloso dei nuovi casi di infezione da SARS-Cov-2 nel Regno Unito.

Effettivamente se dovessimo analizzare gli ultimi due mesi, i nuovi casi giornalieri positivi al coronavirus rilevati nel Regno Unito per milione di abitanti sono stati decine di volte quelli registrati in altri paesi europei, come Italia, Francia, Germania e Spagna. 

Da inizio Ottobre anche la mortalità è aumentata di circa 3 volte rispetto a quello degli altri paesi e un notevole aumento dei ricoveri per COVID-19. Nonostante la situazione all’orizzonte si delinea ancora molto preoccupante al momento non esiste una vera e propria emergenza sanitaria come quella di inizio pandemia 2020.

Nuovi casi confermati giornalieri di COVID-19 per milione di persone

Tutte queste notizie, ovviamente, come spesso capita in queste situazioni, sono state usate da tutti quelli che vorrebbero sottolineare l’inefficienza della campagna vaccinale e creare panico e paura tra la persone. Titoli troppo “forti” e accompagnati da inesattezze e decontestualizzazioni hanno portato molti a pensare che i vaccini non siano utili in questo momento storico. Ma analizziamo come sempre da una prospettiva scientifico analitica la situazione e vedremo che le cose non stanno esattamente così!

Intanto, in primo luogo sembra che nonostante l’aumento vertiginoso dei casi, nel complesso l’assistenza sanitaria sembra essere meno in affanno rispetto ad altri periodi della pandemia, e questo ricordando che la variante delta è molto più contagiosa rispetto alla variante alfa (ex inglese), che a sua volta era molto più contagiosa del virus originale, l’attuale  vaccinazione riduce i rischi di sviluppare sintomi gravi legati alla COVID-19.

Crescita giornaliera coronavirus in Regno Unito

A sottolineare l’aspetto positivo dell’azione dei vaccini, Rasi in un intervista disse: “Teniamo conto che nel Regno Unito hanno 45mila infezioni e 145 morti, mentre a gennaio avevano 45mila infezioni e 1600 morti”.

Collegare, inoltre, l’incidenza dei nuovi casi e stabilirne con certezza la causa è spesso difficile. Ma molto probabilmente il Regno Unito sta pagando le inefficienze di una politica poco incisiva sul problema sanitario. Soprattutto l’Inghilterra è interessata da un sensibile peggioramento dei dati, che si è registrato dopo l’allentamento di varie limitazioni.

E’ doveroso sottolineare che in buona parte delle circostanze in Inghilterra non è più obbligatorio indossare la mascherina, anche nei luoghi chiusi, a differenza dell’Italia e di diversi altri paesi europei, dove l’obbligo è stato mantenuto per lo meno all’interno dei locali o dove non sia possibile garantire il distanziamento fisico. Quindi la totale assenza di dispositivi di protezione personale unito ad un allentamento marcato delle misure di sicurezza è stato un catalizzatore probabilmente dei nuovi casi.

Il governo britannico non ha inoltre adottato l’obbligo di mostrare certificazioni vaccinali (come il Green Pass) per accedere ai locali al chiuso o per lavorare.

Per tutti questi motivi, la comunità scientifica e gli esperti da più parti hanno criticato  il governo britannico per la prematura rimozione di alcune limitazioni e soprattutto per i ritardi nella vaccinazione dei più giovani.

Infatti la più grossa fetta dei nuovi contagi interessa soprattutto bambini e adolescenti. Nella fascia di età 12-19 anni in Inghilterra i vaccinati sono circa il 30 per cento, contro il 67 per cento in Italia. Quindi anche in questa partita l’Italia si attesta vincente!

Secondo alcuni sondaggi, una buona percentuale dei cittadini inglesi non prende nessun tipo di precauzione quando sale sui mezzi pubblici, o a eventi con molte persone in cui è difficile mantenere il distanziamento fisico.

Diciamo la verità, il “Freedom Day” è stato un esperimento azzardato!

Ultimo, ma non ultimo, la vaccinazione in UK. Al 19 Ottobre, solo il 67.5% della popolazione ha ottenuto la vaccinazione completa e quindi ancora una grossa percentuale della popolazione non ha ricevuto la doppia vaccinazione. Giusto per intenderci, in Italia siamo un poco sopra all’88%, cifre quindi di molto lontane da quelle inglesi.

Mentre buona parte dei paesi europei ha utilizzato soprattutto i vaccini a mRNA (Pfizer/BioNTech e Moderna), il Regno Unito ha fatto maggiore affidamento sul vaccino di AstraZeneca, che si è rivelato meno efficace nel contrastare la variante delta, come descritto da uno studio pubblicato sul New England Journal: l’efficienza dei vaccini nei confronti della variante delta per il vaccino Pfizer ha una efficacia dell’88%, quello Astrazeneza al 66.7%.

Effectiveness of Covid-19 Vaccines against the B.1.617.2 (Delta) Variant

Per questo motivo virologi ed epidemiologi insistono sulla necessità di procedere velocemente con la somministrazione di una terza dose del vaccino, per ridurre la scomparsa della memoria immunitaria. Il Regno Unito era stato inoltre uno dei primi paesi ad avviare la campagna vaccinale, quindi per molti è passato più tempo dall’immunizzazione rispetto agli abitanti di altri paesi europei.

Quindi comunque l’effetto del vaccino si vede ed è innegabile, e se ci fosse ancora qualcuno che lo mette in dubbio o è in malafede o non correttamente informato.

I vaccini stanno svolgendo il loro egregio lavoro come tutti quelli esistenti dalla loro scoperta, ovvero dalla fine del 1700 con Edward Jenner con il vaccino contro il vaiolo fino ad oggi!

Dott. Francesco Domenico Nucera


FONTI:

https://ourworldindata.org/explorers/coronavirus-data-explorer?zoomToSelection=true&time=2021-07-13..latest&facet=none&pickerSort=desc&pickerMetric=new_cases_smoothed_per_million&hideControls=true&Metric=Confirmed+cases&Interval=7-day+rolling+average&Relative+to+Population=true&Align+outbreaks=false&country=GBR~DEU~FRA~ESP~ITA

https://statistichecoronavirus.it/coronavirus-regno-unito/

https://github.com/owid/covid-19-data/tree/master/public/data/

https://www.nejm.org/doi/full/10.1056/NEJMoa2108891?query=featured_home

https://www.microbiologiaitalia.it/guru-della-microbiologia/edward-jenner-il-padre-dellimmunizzazione/

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