L’OMEOPATIA? PILLOLE DI ZUCCHERO DILUITO…💊🧪

Le cure pseudoscientifiche sono spesso etichettate in rete come cure sicure e soprattutto usando una parola magica: “naturali”. Non mi stancherò mai di dirlo che l’abuso di questa parola è inqualificabile dal punto di vista chimico. Si crede che delle ricette come “acque mineralizzate” o peggio come rimedi omeopatici siano più utili di molti farmaci per il trattamento di alcune patologie. L’omeopatia non è una scienza, anzi è in contrapposizione con le attuali conoscenze scientifiche, anche se ne prende degli aspetti ovviamente decontestualizzati e li rende scientificamente reali. Ma quando sono anche medici, a pubblicizzare i prodotti omeopatici in sostituzione di farmaci specifici è veramente un grave problema. Nella mia esperienza professionale, mi è capitato di parlare con molte persone su questo tema, la maggior parte di queste confondeva l’omeopatia con la fitoterapia, cioè il curarsi con le erbe. Ecco omeopatia non centra nulla con la fitoterapia. Nel mondo vegetale esistono delle piante che contengono dei principi attivi ovvero molte molecole che estratte possono avere un effetto terapeutico.

Il fondatore della omeopatia fu un medico tedesco, Samuel Hahnemann (1755-1843). Un principio centrale dell’omeopatia è che “il simile cura il simile”, in altre parole che una sostanza capace di causare disturbi in persone sane può aiutare a eliminare gli stessi disturbi nelle persone malate. Il secondo principio fondamentale è basato sul processo di diluizione e “dinamizzazione”, chiamato succussione. I medicinali omeopatici derivano da sostanze di origine vegetale, animale, minerale e sono preparati sotto forma di globuli sublinguali, gocce, creme, tinture madri o pillole.

La teoria sostenuta dalla medicina omeopatica ritiene che attraverso il processo di succussione la sostanza originale lasci una sua “impronta” nell’acqua. Il cosiddetto principio della memoria dell’acqua, asserito da Jacques Benveniste nel 1988, ma mai dimostrato, vorrebbe che l’acqua, messa a contatto con una sostanza e dinamizzata, ne acquisirebbe in qualche modo le caratteristiche molecolari.

Ma l’omeopatia è un’altra storia. E allora cosa contengono i prodotti omeopatici? Sicuramente non erbe o estratti. Ma prendiamo un prodotto omeopatico e vediamolo da vicino, il famosissimo “Oscillococcinum”.

Oscillococcinum

Un grammo di questo prodotto omeopatico contiene esattamente, tenetevi forte, un grammo di zuccheri (vedi foto). 

Ingredienti Oscillococcinum

Quindi 1 grammo di prodotto contiene 1 grammo di zuccheri. Basta, nessun principio attivo. Voi curereste i vostri cari per patologie anche gravi con lo zucchero? Probabilmente no! Ma basta cambiare nome e immagine e il gioco è fatto. Risultato è pagare a peso d’oro lo zucchero…

Nessuno studio scientifico pubblicato su riviste mediche di valore riconosciuto ha mai dimostrato che l’omeopatia presenti, per una qualsiasi malattia, un’efficacia clinico-terapeutica che sia superiore all’effetto placebo. Inoltre l’omeopatia viene rifiutata dagli scienziati per la sua debolezza teorica (cioè l’incompatibilitĂ  dei suoi postulati con le odierne conoscenze chimiche) e per la mancanza di un meccanismo plausibile che ne possa spiegare il funzionamento. Molti di questi prodotti inoltre contengono delle sigle come ch9- ch15- ch30, oppure la sigla DH.  “Ch” sta per potenza centesimale, mentre “DH” sta per potenze decimali. L’omeopatia si  basa sul concetto semplicistico di diluizione di un composto chimico. Ogni sostanza omeopatica pronta per l’impiego riporta il tipo di diluizione e la potenza. Ad esempio, in un rimedio con potenza 12C la sostanza originaria è stata diluita per dodici volte, ogni volta 1 a 100, per un totale di una parte su 10012 (=1024). Una potenza 12D, utilizzata abbastanza comunemente in omeopatia, equivale invece a una soluzione nella quale la concentrazione è una parte su un milione di milioni (1012), che equivale ad esempio a un millimetro cubo su mille metri cubi. Adesso capite bene, che giĂ  tali prodotti non contengono nessun principio attivo specifico per una patologia, in piĂą è diluito milioni di volte. E anche nel caso potessero avere un determinato effetto sarebbe irrilevante data la sua concentrazione.

I rimedi omeopatici non hanno dimostrato, negli studi effettuati secondo i criteri minimi richiesti dalla medicina scientifica, di avere effetti sulla salute, tantomeno sull’evoluzione del cancro. In linea generale, le maggiori istituzioni internazionali sconsigliano di ricorrere all’omeopatia nella terapia del cancro poichĂ© utilizza rimedi spesso dispendiosi e di efficacia non dimostrata. Il problema maggiore è che non tutti gli omeopati accettano di usare tali rimedi come medicina complementare, cioè a fianco delle cure convenzionali di provata efficacia, ma chiedono ai malati di utilizzarla in alternativa o almeno di ridurre i dosaggi delle chemioterapie, con gravi rischi. Infine gli studi dimostrano che in molti casi i pazienti che si rivolgono alle medicine alternative hanno anche una minore adesione alle cure tradizionali, col rischio di peggiorare la propria prognosi.

Secondo un sondaggio di Emg Acqua per Omeoimprese almeno due italiani su dieci fanno uso una volta all’anno di prodotti omeopatici. Sono piĂą spesso le donne tra i 35 ai 54 anni a cadere nella trappola dell’ omeopatia. Dobbiamo anche ricordare, che nonostante i costi elevati, in Italia tali prodotti non sono rimborsati dal Servizio sanitario pubblico, con l’eccezione della Toscana dove dal 2005 l’omeopatia è inserita nei Livelli essenziali di assistenza. 

Il fatturato è a quota 330 milioni di euro l’anno per le vendite in farmacia. Secondo un’indagine Istat il nostro Paese si posiziona al terzo posto sul mercato dopo Francia e Germania, con il 4,1% degli italiani che ne fa uso. 

L’omeopatia era giĂ  stata ampiamente sbugiardata da almeno cinquanta anni. Infatti nel 1988 su Nature venne pubblicato un articolo dal titolo: “Alta diluizione, un’illusione.”

Sempre la FDA, dal novembre 2016, ha costretto tutti i prodotti omeopatici a riportare sull’etichetta la dicitura “non esiste alcuna prove scientifica che questo prodotto funzioni”. E mentre da noi entrano nel prontuario, in Inghilterra escono dai rimedi coperti dal sistema sanitario nazionale per lo stesso motivo: non ci sono prove della loro efficacia.

Nonostante l’ampia letteratura scientifica dimostri la non efficacia dell’omeopatia, molte persone si affidano a questo tipo di cure, affiancate anche da pubblicitĂ  e informazioni decontestualizzate e false.

La salute è la cosa più preziosa che possediamo, cerchiamo di non dimenticarlo mai!

Dott. Francesco Domenico Nucera

FONTI:

 When to believe the unbelievable, in Nature, vol. 333, n. 6176, 1988, p. 787, DOI:10.1038/333787a0, PMID 3386722.

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/o/omeopatia

Davide Vione, PerchĂ© l’omeopatia non è una scienzaCICAP

https://www.medbunker.it/2011/10/la-vera-storia-delloscillococcinum.html

https://www.airc.it/

https://www.badscience.net/wp-content/uploads/benveniste02.pdf

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