🧂🍴🔬Il sale rosa dell’Himalaya: attenti alle bufale…

Nel mondo, spesso, il modo in cui viene recepita un’informazione è piĂą importante dell’informazione stessa. Di esempi di disinformazione a scopo di lucro nel campo alimentare ne troviamo moltissime, e un esempio veramente alla vista di tutti è la questione del sale colorato e delle sue pseudo qualitĂ  salutistiche. Quando ero ragazzino io il sale era solo bianco. Ora invece lo troviamo rosso, nero, grigio, rosa, blu. Ma fateci caso cosa cambia rispetto al sale bianco? Ovviamente non mi dite il colore perchĂ© fino a lì ci saremmo arrivati tutti. Controllate il costo e vi accorgerete la grande differenza di prezzo, maggiorato dei sali colorati. Come mai? Allora se costa di piĂą avrĂ  qualcosa di positivo! Ma vi state sbagliando, anzi siete preda di una bufala alimentare. In commercio ho viste tantissime varietĂ  di sale, come il sale Rosa dell’Himalaya, il sale Grigio dell’Atlantico, il sale Rosso delle Hawaii, ma la vera domanda vale la pena spendere anche decine di euro per del sale colorato? Ecco la chimica ci può venire in aiuto per risolvere il dilemma.

Dal punto della legislazione italiana posso chiamare sale qualcosa che ha almeno il 97% di cloruro di sodio (NaCl). Il sale bianco è un sale raffinato ovvero purificato.  Ma allora i sali colorati cosa contengono? Una piccola percentuale di questi sali che non hanno subito il processo di purificazione contengono degli oligoelementi o dei coloranti naturali oppure vengono aggiunti dei coloranti.

Ma la vera star del mondo pseudo salutista rimane il sale Rosa dell’Himalaya. Se cercate sul web troverete spesso che il sale rosa dell’Himalaya possiede delle fantastiche qualitĂ  come accrescere la forza delle ossa, promuovere la salute dei reni, favorire un sonno migliore e addirittura anche un rimedio sessuale. Ma come prendere queste informazioni? Ecco, sono “fuffa”, cioè da punto di vista scientifico valgono zero. Ma vediamo perchĂ©: intanto giĂ  il nome è una bufala, non è vero che viene estratto dall’Himalaya ma dal salt range, nella provincia del Punjab in Pakistan. I cristalli di questo particolare sale presentano sfumature di colori che vanno dal bianco rosato all’arancio scuro, passando per le diverse sfumature di rosa, dovute all’alto contenuto di ossido di ferro.

Il sale rosa dell’Himalaya, o sale himalayano, è un termine commerciale per indicare un particolare tipo di sale da cucina

Si dice che questo sale non subisca alcun processo di raffinazione. Abbiamo detto prima che un sale deve contenere almeno il 97% di cloruro di sodio, e per la rimanente parte da 84 diversi minerali e oligoelementi. Ecco il colore rosa è proprio dovuto all’ossido di ferro o la comune ruggine. La ruggine ha origine dalla ossidazione del ferro. La formula chimica della reazione che vede coinvolti Fe e H2O è la seguente:

Chimicamente, è un ossido idrato di ferro, Fe2O3 â€˘ nH2O, formato per ossidazione del ferro all’aria in presenza di acqua. 

Ma allora perchĂ© esaltare questo sale, sarĂ  per la quantitĂ  di oligoelementi come il ferro? Andiamo a vedere. Molti articoli scientifici descrivono che il quantitativo di ferro nel sale rosa varia da campione a campione con un range che va da 0.24 mg/kg fino a 50 mg/kg. Ma basterĂ  questa concentrazione per attribuirle queste fantomatiche qualitĂ ? Per rispondere alla domanda facciamo un piccolo calcolo: l’Organizzazione mondiale della SanitĂ  (OMS) raccomanda un consumo giornaliero di sale inferiore ai 5 grammi, corrispondenti a circa 2 grammi al giorno di sodio. Considerato che in Italia la gran parte del sale che assumiamo (il 64%) proviene dai prodotti alimentari presenti sul mercato (in primo luogo pane e prodotti da forno, formaggi e salumi) o è naturalmente presente in alcuni alimenti e che limitare il sale aggiunto a casa, in cucina e a tavola, sebbene fondamentale, influisce soltanto in parte (per il 36%) sui consumi quotidiani, la sfida è da un lato sensibilizzare i consumatori sulla possibilitĂ  di ridurre il consumo domestico, dall’altra promuovere presso l’industria alimentare la riduzione del contenuto di sale nei prodotti trasformati. [Dati Ministero della Salute]. Detto ciò consideriamo di sostituire i 5 grammi di sale bianco con quello rosa dell’Himalaya. PoichĂ© un chilogrammo di sale rosa contiene da 0.2 a 50 mg di ferro, assumeremmo giornalmente da 0.001 mg a 0.25 mg di ferro attraverso quei cinque grammi di sale. E’ abbastanza per i nostri bisogni? La dose giornaliera raccomandata di ferro per un adulto è 14 mg (valore di riferimento europeo). Il fabbisogno giornaliero varia però a seconda dell’etĂ , del sesso e di condizioni particolari come la gravidanza e l’allattamento. Capite bene che è un valore totalmente trascurabile. In questo caso quindi non è tutto oro ciò che luccica. La prossima volta ci penseremo meglio prima di comprare sale con la “ruggine” a peso d’oro.

Dott. Francesco Domenico Nucera

FONTI:

[Dati Ministero della Salute]

https://www.epicentro.iss.it/cardiovascolare/settimana-riduzione-sale-2020#:~:text=A%20livello%20globale%20la%20maggior,valore%20inferiore%205%20grammi%20giornalieri.

https://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0006/457611/Accelerating-salt-reduction-in-Europe.pdf

https://www.who.int/en/news-room/fact-sheets/detail/salt-reduction

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